Skip to content

Avvocato Maurizio Storti

 

Annunci


Giustizia map offre informazioni sugli uffici della giustizia dell’intero territorio nazionale. La nuova geografia giudiziaria sul sito del Ministero. [link]
 
 
 

Il 2.4.2014 è stato pubblicato sulla G.U. n. 77/2014 il “Regolamento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione dei compensi per la professione forense” DM 55/2014 del 10.3.2014 [scarica il file].
  
 
 

Dal settembre 2011 le notizie vengono girate anche su twitter.

 
You are here: Home
IL CONSIGLIO DI STATO CONFERMA L'APERTURA DELLE CANCELLERIE PER 5 ORE AL GIORNO
Scritto da Administrator   
lunedì 24 febbraio 2014

Il Consiglio di Stato, dopo un iter giudiziario tormentato, ha affermato definitivamente, accogliendo nel merito il ricorso dell'Ordine capitolino, la tesi della inderogabilità dell'orario di apertura delle cancellerie per cinque ore giornaliere (leggi il testo integrale della sentenza).

La portata del verdetto amministrativo è dirompente e sarà utile a tutta l'Avvocatura italiana, che potrà prendere spunto ed esempio dal detto contenzioso per fare applicare la legge in ogni altro ufficio giudiziario.

[FONTE: C.O.A. Roma]
 
 
 
 
 
PREVIDENZA AVVOCATI, APPROVATO IL NUOVO REGOLAMENTO DEI CONTRIBUTI DI CASSA FORENSE
Scritto da Administrator   
domenica 09 febbraio 2014
 
Nunzio Luciano, presidente della Cassa forense: “Il nuovo regolamento è frutto di un lavoro di concertazione tra le varie componenti dell’Avvocatura e offre a tutti i professionisti, indipendentemente dal reddito, la speranza di un presente lavorativo e di un degno futuro previdenziale”. 
Contribuzione minima dimezzata con possibilità di integrare i propri versamenti nell’arco dei primi otto anni di iscrizione alla Cassa, retrodatazione sino a tre anni per chi si iscrive oggi all’Ente di previdenza, nessun limite di età per beneficiare di quanto previsto dalle nuove norme. Sono questi i punti salienti del Regolamento dei Contributi che disciplinerà l'ingresso di 50 mila legali nella Cassa forense così come previsto dalla legge professionale, un testo deliberato venerdì sera dal Comitato dei Delegati dell'Ente di previdenza e che ora sarà trasmesso ai Ministeri Vigilanti per la necessaria  approvazione. 
“Siamo soddisfatti di aver approvato il regolamento entro i termini previsti dalla legge e rispettando le aspettative di migliaia di avvocati che ci chiedevano con urgenza risposte concrete – commenta il presidente dell’Ente previdenziale degli avvocati, Nunzio Luciano – il testo votato la settimana scorsa dal Comitato non è frutto esclusivamente del lavoro dei delegati della Cassa, ma nasce da mesi di confronto con le istituzioni e le associazioni forensi”. 
Nel dettaglio, il nuovo regolamento prevede la possibilità di contributi minimi dimezzati, circa 700 euro all’anno nei primi 8 anni, per gli avvocati che da oggi la legge obbliga all'iscrizione alla Cassa. 
A fronte del dimezzamento della contribuzione annuale, verranno riconosciuti solo sei mesi di anzianità contributiva ai fini previdenziali, ciò per garantire la sostenibilità finanziaria del sistema. 
Al contrario di quanto avviene per l’Inps, però, la Cassa offre al professionista la possibilità di integrare quanto versato sino agli otto anni successivi all’iscrizione. Cosa ancora più importante, le nuove norme si applicano a tutti gli avvocati senza limiti d’età, perché “è ormai evidente che la crisi dell’Avvocatura è intergenerazionale e colpisce i giovani come gli ultra-quarantenni”, precisa Luciano. 
“Non potevamo permettere che il nuovo regolamento fosse una scure per espellere dalla professione migliaia di avvocati – prosegue il Presidente della Cassa forense – grazie alla flessibilità che lo contraddistingue, il regolamento offre ai professionisti in difficoltà una speranza per il presente e per il futuro. Ciò vale sia per i 50 mila che la nuova legge forense obbliga all’iscrizione alla Cassa sia per i 37 mila legali già iscritti ma che oggi non hanno redditi sufficienti per assolvere agli obblighi previdenziali”. “Ci siamo impegnati affinché quanto richiesto dalla nuova legge professionale - conclude Luciano - diventasse realtà: aspettando il parere dei Ministeri competenti, possiamo dire che gli avvocati godono oggi di un’unica cittadinanza previdenziale, il che garantisce stessi diritti e doveri a tutti i professionisti, senza alcuna discriminazione legata al reddito”.
 
Accedi al Regolamento  
 
Vedi le mie riflessioni sull'argomento, qui
 
 
 
 
 
Ecco i veri dati del processo civile in Italia
Scritto da Administrator   
domenica 09 febbraio 2014

 

23/01/2014 - In sette anni, diciassette interventi sul processo civile. Ma risultati negativi. Il CNF ha analizzato i dati del Ministero della Giustizia dal 2005 al 2012. I risultati emersi in occasione della presentazione alla Camera dei Deputati dell'Osservatorio permanente sulla giurisdizione. Finora 20 le Istituzioni che hanno aderito. 

Sul processo civile negli ultimi 7 anni si è abbattuto uno “tsunami” di norme. 

Ma alla fine il saldo (in termini di tempi durata) è negativo: a fronte di 17 modifiche al codice di procedura civile, la durata media dei procedimenti di cognizione ordinaria in primo e secondo grado è aumentata di circa 2 anni (da 5,7 anni nel 2005 a 7,4 nel 2011). 

Nel contempo, i costi di accesso sono lievitati del 55,62% per il primo grado, del 119,15% in appello e del 182,67% in Cassazione (contributo unificato pagato dal 2002 al 2012).

Lo ha rilevato il CNF, in occasione della presentazione alla Camera dei Deputati dell’Osservatorio permanente sulla giurisdizione, organismo dell’Avvocatura previsto dalla legge di riforma dell’ordinamento forense con compiti di analisi e di proposta, al quale hanno già aderito 20 Istituzioni. 

“L’Avvocatura vuole contribuire al dibattito sulla efficienza della giustizia, con progetti ragionevoli e credibili. Occorre che sia ascoltata. Sul tappeto le nostre proposte di razionalizzazione del sistema giudiziario con un impegno diretto di Avvocatura e Consigli dell’Ordine. Ma la condizione è che al centro delle riforme tornino i diritti dei cittadini”, ha detto  il presidente Guido Alpa. 

Tanti gli esempi di legislazione schizoide. Il processo societario, per esempio: introdotto nel 2003 con grandi aspettative di semplficazione per le imprese, esteso anche ai privati nel 2006, è stato definitivamente abrogato nel 2009 perché inefficace.

[FONTE: CNF

 

 

 
Avvocati e Mediazione: circolare del Ministero della Giustizia del 27.11.13
Scritto da Administrator   
lunedì 02 dicembre 2013

L’art. 16, comma 4 bis del d.lgs. 28/2010 come modificato dal decreto legge 69/2013, convertito dalla legge 9 agosto 2013 n. 98, prevede che “gli avvocati iscritti all’albo sono di diritto mediatori”.

L’art. 5 comma 1 bis, nel reintrodurre la c.d. mediazione obbligatoria, stabilisce altresì che nelle controversie riguardanti le materie ivi elencate, chi intende agire in giudizio deve preliminarmente esperire il procedimento di mediazione “assistito da un avvocato”.

Tali nuove disposizioni pongono l’esigenza di fornire alcune specifiche indicazioni.

Innanzitutto, è da escludere che gli avvocati possano esercitare la funzione di mediatore al di fuori di un organismo di mediazione, sia perché, ai sensi dell’art. 14 comma 1, ai mediatori è fatto divieto di percepire compensi direttamente dalle parti; sia perché l’intero sistema legislativo è congegnato sul presupposto che la mediazione debba comunque essere svolta in seno ad un organismo, assoggettato ad un sistema di  controlli e responsabilità. 

Deve essere altresì chiarito che l’assistenza dell’avvocato è obbligatoria esclusivamente nelle ipotesi di c.d. mediazione obbligatoria (ivi compresa quella disposta dal giudice ex art. 5 comma 2), ma non anche nelle ipotesi di mediazione facoltativa.
A tale soluzione si perviene agevolmente osservando che, in via generale,  il nuovo testo dell’art. 12, comma 1, espressamente configura l’assistenza legale delle parti in mediazione come meramente eventuale ( “ove tutte le parti aderenti alla mediazione siano assistite da un avvocato…”). Di talchè, ferma la necessità dell’assistenza legale nelle forme di mediazione obbligatoria, nella mediazione c.d. facoltativa le parti possono partecipare senza l’assistenza di un avvocato.

A tale conclusione non è di ostacolo la disposizione dell’art. 8 del decreto legislativo, che prevede che “al primo incontro e agli incontri successivi, fino al termine della procedura, le parti devono partecipare con l’assistenza dell’avvocato”. Apparentemente di ambito generale, in realtà tale disposizione costituisce un  completamento della previsione di cui all’art. 5, nel senso che, nelle ipotesi in cui il procedimento di mediazione è condizione di procedibilità, la parte che vorrà attivare la procedura di mediazione dovrà avvalersi dell’assistenza di un avvocato non solo al momento del deposito dell’istanza,  ma anche per tutti i momenti successivi del procedimento di mediazione, fino al termine della procedura.

Naturalmente, nell’ambito della mediazione facoltativa, le parti potranno in ogni momento esercitare la facoltà di ricorrere all’assistenza di un avvocato, anche in corso di procedura di mediazione.

In questo caso nulla vieta che le parti vengano assistite dagli avvocati solo nella fase finale della mediazione e che, quindi, i legali possano, ad esempio, intervenire per assistere le parti nel momento  conclusivo dell’accordo di mediazione, anche al fine di sottoscriverne il contenuto e certificarne la conformità alle norme imperative e all’ordine pubblico, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 12 citato.

Ulteriore novità normativa è infine contenuta nella disposizione di cui all’art. 16 d.lgs. 28/2010, che in tema di obblighi formativi, stabilisce che “gli avvocati iscritti ad organismi di mediazione devono essere adeguatamente formati in materia di mediazione e mantenere la propria preparazione con percorsi di aggiornamento teorico-pratici a ciò finalizzati, nel rispetto di quanto previsto dall’art. 55 bis del codice deontologico forense”.

In base a tale disposizione, proprio il riferimento alla suddetta previsione regolamentare forense deve condurre a ritenere che gli obblighi di formazione e aggiornamento per il mediatore avvocato debbano avvenire nell’ambito dei percorsi formativi professionali forensi, la cui organizzazione è demandata al consiglio nazionale forense e agli ordini circondariali  dall’art.  11 legge 31 dicembre 2012 n. 247.

Più in generale, la contemporanea qualifica di mediatore e di avvocato, l’obbligatorietà dell’assistenza legale nella c.d. mediazione obbligatoria, la necessità comunque dell’assistenza legale nella mediazione facoltativa per addivenire alla formazione immediata del titolo esecutivo (art. 12), il regime di autonomia in materia di formazione e aggiornamento riconosciuto agli avvocati,  costituiscono  indici normativi che - nel delineare un regime speciale riservato dal legislatore all’avvocato-mediatore -  pongono l’esigenza di alcune  indicazioni, funzionali ad evitare profili di sovrapposizione tra l’esercizio della professione forense e lo svolgimento dell’attività di mediatore.

In tale prospettiva, viene in particolare rilievo la disposizione di cui all’art. 55 bis comma 4 del codice deontologico forense secondo cui: “E’ fatto divieto all’avvocato consentire che l’organismo di mediazione abbia sede, a qualsiasi titolo, presso il suo studio o che quest’ultimo abbia sede presso l’organismo di mediazione”.

Tale norma, alla luce del ruolo assunto dall’avvocato all’interno della mediazione, appare rivestire, nel mutato quadro normativo di riferimento, una rilevanza diretta nell’attività di vigilanza da parte di questa amministrazione, la cui osservanza assume carattere vincolante per l’organismo di mediazione; ciò nella prospettiva di escludere la detta sovrapposizione di ruoli e tutelare l’immagine di imparzialità del mediatore-avvocato.

Lo svolgimento imparziale dell’attività di mediazione non costituisce infatti soltanto un dovere del singolo mediatore rispetto alle parti del procedimento di mediazione e alla questione sottoposta alla sua cognizione (“Al mediatore è fatto, altresì, obbligo di: a) sottoscrivere, per ciascun affare per il quale è designato, una  dichiarazione di imparzialità secondo le formule previste dal regolamento di procedura applicabile, nonché gli ulteriori impegni eventualmente previsti dal medesimo regolamento; b) informare immediatamente l'organismo e le parti delle ragioni di possibile pregiudizio all'imparzialità nello svolgimento della mediazione”: art. 14  d.lgs. 28/2010); ma un valore e un dovere imprescindibile dello stesso organismo di mediazione, come si desume dall’art. 4 del regolamento di cui al d.m. 180/2010, che nel dettare i criteri  per l'iscrizione nel registro degli organismi, stabilisce  che l’autorità vigilante deve verificare, fra l’altro, che siano offerte “le garanzie di indipendenza e imparzialità”  nello svolgimento del servizio di mediazione (art. 4 lett. e).

Pertanto, proprio al fine di una compiuta attività di vigilanza di questa amministrazione, un profilo essenziale sul quale sarà svolta l’attività di controllo è quello della verifica della insussistenza delle seguenti circostanze: che l’organismo di mediazione abbia sede presso lo studio di un avvocato, ovvero presso uno studio associato di avvocati; e che lo studio di un avvocato abbia sede presso l’organismo di mediazione. 

La violazione di tale norma non darà luogo soltanto alla segnalazione, da parte di questa autorità di vigilanza, al competente consiglio dell’ordine forense, ma anche ad atto di rilievo e contestazione dell’inosservanza, con possibile adozione dei provvedimenti da parte dell’autorità vigilante.

 


 

 
Inibitoria concessa su reclamo al provvedimento del Giudice Tutelare.
Scritto da Administrator   
sabato 16 novembre 2013

Eccezionale provvedimento del Tribunale di Roma.

La 1^ sezione civile, sul reclamo proposto contro il provvedimento del G.T., ha accolto l'inibitoria proposta.

http://www.mauriziostorti.com/images/stories/foto.jpg

Il Tribunale, in composizione collegiale, ha disposto infatti che "in via interinale l'amministrata non sia spostata dall'attuale struttura che la ospita". 

Il fatto. Il Giudice Tutelare del Tribunale di Roma aveva deciso la sostituzione dell'ADS (amministratore di sostegno). Il nuovo amministratore aveva già provveduto ad attivarsi per spostare l'amministrata, ricoverata presso una RSA, fuori Roma, nella propria residenza. La Struttura sanitaria, altamente specializzata, non potendosi inizialmente rifiutare di assecondare l'ipotesi di trasferimento poiché programmata con l'intervento di autoambulanza e di medico a bordo, ha potuto respingere, all'ultimo momento, la pretesa a seguito dell'inibitoria concessa, immediatamente inviata al direttore della RSA.

Ad oggi non era mai stata accolta l'inibitoria avverso un provvedimento del Giudice Tutelare. Così ci fanno sapere dalla 1^ sezione civile del Tribunale di Roma.

 

 

 
Mediazione obbligatoria: a volte ritornano
Scritto da Administrator   
lunedì 23 settembre 2013
 
Dal 21 settembre 2013 sono entrate in vigore le nuove disposizioni in materia di mediazione. 
Tra le principali novità vanno segnalate la reintroduzione dell’obbligatorietà sia pur per un periodo di 4 anni e per un catalogo di materie parzialmente differente, la previsione di un incontro preliminare come unica condizione di procedibilità, l'introduzione di un criterio di competenza territoriale per l'esperimento del procedimento, l’assistenza tecnica garantita, l'esecutività dell'accordo raggiunto senza necessità dell'omologazione giudiziale nel caso in cui gli avvocati di parte sottoscrivano il verbale. 
 
Il ruolo dell'Avvocatura è tornato ad essere centrale. Usando un proverbio molto in voga in questi giorni "la Chiesa è tornata al centro del villaggio". 

Ecco, di seguito, il testo in due colonne che permette di apprezzare le modifiche apportate dal legislatore del 2013 rispetto al testo originario del d.lgs. N. 28/2010 e agli interventi caducatori determinati dalla sentenza della Corte costituzionale 6 dicembre 2012 n.272. 
 
Per accedere al documento:
 
 
FONTE: C.N.F.
 
 
 
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Pross. > Fine >>

Risultati 22 - 28 di 129

Proverbio/massima/motto

"Iniziare un litigio è come aprire una diga, prima che la lite si esasperi, troncala" (Proverbi 17,14) 

"Con due righe scritte da un uomo si può fare un processo al più innocente" (Armand Jean du Plessis, Cardinale e Duca di Richelieu)

"Anche se non temo Dio e non ho rispetto di nessuno, poiché questa vedova è così molesta, le farò giustizia, perché non venga continuamente a importunarmi" (Luca 18, 1-8)

"Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto. (Dalla prima lettera di San Giovanni Apostolo - 2, 1-2)

"Lo Studio si impegna ad offrire all'Assistito il miglior rapporto possibile con il Tribunale: non facendoglielo vedere"

"L’errore giudiziario non esiste, giacché è la giustizia stessa a costituire il colpevole come tale." 

"L'azione a tutela del diritto costituisce momento essenziale di un ordinamento perché solo per essa si può parlare di giuridicità dell'ordinamento. Se un diritto non è tutelabile, non è un diritto." (Corte di Cassazione, sez. Unite Civili 16 febbraio 2016, n. 2951)

 

Chi e' online

Statistiche

Utenti: 10301
Notizie: 158
Collegamenti web: 17
Visitatori: 1561606
[+]
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size