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Avvocato Maurizio Storti

 

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Giustizia map offre informazioni sugli uffici della giustizia dell’intero territorio nazionale. La nuova geografia giudiziaria sul sito del Ministero. [link]
 
 
 

Il 2.4.2014 è stato pubblicato sulla G.U. n. 77/2014 il “Regolamento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione dei compensi per la professione forense” DM 55/2014 del 10.3.2014 [scarica il file].
  
 
 

Dal settembre 2011 le notizie vengono girate anche su twitter.

 
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Lettera del CNF al Ministro della Giustizia: no al C.U. per gli interventi nei processi esecutivi
Scritto da Administrator   
venerdì 01 giugno 2012
 
Oggetto: Circolare n. 10 dell’11 maggio 2012 (contributo unificato – disposizioni introdotte con l’art. 37 del D.L. 6 luglio 2011, n. 98 convertito nella legge 15 luglio 2011, n. 111 ed art. 28 legge n. 183 del 12 novembre 2011), con riferimento all’art. 14, comma 3, d.p.r. 115/2002
 
Con riferimento al chiarimento da Voi fornito con la circolare di cui all’oggetto, relativamente alla disposizione contenuta nella seconda parte del comma 3, dell’art. 14 del d.p.r. 115/2002, si osserva quanto segue.
L’art. 14 del d.p.r. 115/2002, rubricato “obbligo di pagamento”, individua i destinatari dell’obbligo di pagamento del contributo unificato, i cui importi sono indicati nell’articolo precedente e, in particolare, nell’art. 13.
Quest’ultimo, al primo comma, distingue l’importo del contributo unificato in base al valore della controversia, fissando un importo tra Euro 37 ed Euro 1466.
Al secondo comma, indica l’importo del contributo unificato per i processi esecutivi, modulandolo da 37 euro a 242 euro, a seconda del tipo di processo esecutivo (immobiliare, mobiliare, opposizione agli atti esecutivi), a prescindere dal valore della domanda. Soltanto per quanto attiene i processi mobiliari, si inserisce il criterio del valore, in quanto prevede che per i processi esecutivi di valore inferiore a 2500 euro, il contributo sia di Euro 37. 
L’art 14 del d.p.r. 115/2002, al terzo comma, prescrive che “La parte di cui al comma 1, quando modifica la domanda o propone domanda riconvenzionale o formula chiamata in causa, cui consegue l’aumento del valore della causa, è tenuta a farne espressa dichiarazione e a procedere al contestuale pagamento integrativo”.
In tale disposizione emerge che il contributo unificato aumenta all’aumentare del valore della causa. La seconda parte del terzo comma dispone che “Le altre parti (cioè la parte diversa che per prima si costituisce in giudizio) quando modificano la domanda o propongono domanda riconvenzionale o formulano chiamata in causa o svolgono intervento autonomo, sono tenute a farne espressa dichiarazione e a procedere al contestuale pagamento di un autonomo contributo unificato, determinato in base al valore della domanda proposta”.
Il legislatore ha, dunque, previsto il versamento del contributo unificato anche in capo a chi modifica la domanda, propone domanda riconvenzionale, formula una chiamata in causa, svolge un intervento, a prescindere dal mutamento del valore della causa. Per quanto riguarda la determinazione dell’importo, il legislatore fa riferimento al valore della domanda proposta. 
Tuttavia, la circolare di cui in oggetto, con riferimento al comma 3 dell’art. 14 d.p.r. 115/2002, rectius alla seconda parte del comma 3 dell’art. 14 d.p.r. 115/2002, prevede “il versamento di tale importo (cioè del contributo unificato) prescinde dal mutamento di valore e si incardina esclusivamente sull’esistenza di un ampliamento della domanda rispetto a quella originaria o, piuttosto, sulla necessità di estendere il numero dei contraddittori. In tale ottica, ad esempio, l’intervento nelle procedure esecutive sconta il pagamento del contributo unificato in base al valore della rispettiva domanda”.
Pertanto, dall’interpretazione ministeriale risulta che il pagamento del contributo unificato è dovuto anche in caso di intervento nelle procedure esecutive.
Tale interpretazione non sembra coerente con il sistema e, in particolare, con quanto prescritto dagli artt. 13, 1 e 2 comma, 14 d.p.r. 115/2002.
Proprio il riferimento, infatti, al valore della domanda nell’art. 14, letto anche alla luce dell’articolo 13, che differenzia nettamente il criterio di determinazione del valore del contributo unificato dei processi esecutivi dai processi di cognizione, induce ad escludere che tale disposizione trovi applicazione per i processi esecutivi e, quindi, per l’intervento nelle procedure esecutive, in quanto, come è stato dianzi rilevato, l’art. 13 per i processi esecutivi non modula il contributo unificato in base al valore della domanda (se non nella limitata ipotesi dei processi esecutivi mobiliari), ma individua un contributo fisso a seconda del tipo di procedura esecutiva.
In ogni caso, per quanto attiene l’importo del contributo, il Ministero prevede che esso vada determinato in base al valore della rispettiva domanda. Il Ministero, utilizzando l’espressione “rispettiva domanda”, sembra far riferimento al valore della domanda principale, cioè della domanda del creditore procedente, valore che, come detto, rileva nei processi esecutivi soltanto per quelli mobiliari. 
Pertanto, gli Uffici Giudiziari locali non possono, di certo, richiedere il contributo unificato all’interveniente facendo riferimento al valore della rispettiva domanda in base agli importi di cui all’art. 13, comma 1, d.p.r. 115/2002, come, invece, risulta faccia, per esempio, il Tribunale di Reggio Emilia, che “per le domande di intervento nel processo esecutivo va percepito un C.U. autonomo in relazione al valore della rispettiva domanda secondo lo scaglione del valore (Tabella A)”. Nel caso specifico, nella Tabella A sono, infatti, indicati gli importi da riscuotere nei processi di cognizione, in base all’art. 13, comma 1, del d.p.r. n. 115/2002, che, come già detto, non trova applicazione per i processi esecutivi. Al più, si potrebbe far riferimento agli importi, di cui all’art. 13, comma 2, del d.p.r. n. 115/2002, per i processi esecutivi, indicati, nel caso di specie, nella tabella C. Considerata la ratio e la lettera di cui agli artt. 13, 14 del d.p.r. 115/2002 nonché le diverse applicazioni della circolare da parte degli Uffici Giudiziari locali, si chiede che il Ministero convalidi l’interpretazione di cui sopra di questo Consiglio Nazionale al fine di evitare applicazioni non coerenti con il quadro normativo, che si risolvono in un ulteriore incremento indiscriminato del contributo unificato, in danno del diritto di azione e del diritto di uguaglianza, nonché in un aumento del contenzioso, in quanto lo scoraggiamento dell’intervento nel processo esecutivo comporterà inevitabilmente la proliferazione di giudizi autonomi, vanificando l’obiettivo di efficienza del sistema giudiziario.
RingraziandoLa della disponibilità, porgiamo i nostri migliori saluti.
 
Il Presidente f.f. Avv. Prof. Ubaldo Perfetti
 
 
 
 
Lo "sciopero bianco" dell'Avvocatura
Scritto da Administrator   
sabato 12 maggio 2012
 
Comunicato stampa del Movimento Forense sul prossimo "sciopero bianco" dell'avvocatura, proclamato dall'OUA per il mese di maggio e gli inizi di giugno.
 
In questo momento storico, proclamare uno sciopero bianco motivandolo principalmente contro l’aumento della pressione fiscale per gli avvocati è un grave errore” dichiara l’avv. Massimiliano Cesali, Presidente del Movimento Forense,  “E’ inutile, impopolare e contribuisce alla fuorviante costruzione dell’immagine di casta che tanti detrattori stanno ingiustamente attribuendo alla nostra categoria. Quello della pressione fiscale è un problema di tutti, non solo degli avvocati ed è ben diverso dalla situazione di tracollo in cui si trova la Giustizia. Assumere come presupposto della protesta l’aumento della pressione fiscale sugli avvocati oltre a non trovare corrispondenza a quanto deliberato dall’OUA, svilisce i reali e condivisi motivi della protesta dell’avvocatura.
 
Leggi tutto: segui il link qui sotto
 
 

 
 
 
 
 
Attivato il canale YouTube dell'Avv. Maurizio Storti
Scritto da Administrator   
martedì 08 maggio 2012

Aperto il canale YouTube dell'Avv. Maurizio Storti.

Lo strumento servirà per dare l'idea di ciò che succede nel mondo della giustizia: uno sguardo discreto, ma concreto e incisivo, sulla realtà dei Tribunale e delle Corti superiori, oltre agli uffici che, direttamente e indirettamente, ruotano attorno all'orbita della giurisdizione italiana.

Non mancheranno, inoltre, indiscrezioni e punti di osservazione dell'avvocatura e della magistratura. Sempre con garbo, ma con la convinzione che un'immagine valga più di mille parole.

Di seguito il link (in alto, nel topmenu, il percorso anche direttamente dal logo YouTube):

http://www.youtube.com/channel/UCQEcAzBgF1K73zAdTr5r5MA?feature=mhee

 

 

 
Comunicato OUA sulla modifica del CdA sulle lesioni di lieve entità
Scritto da Administrator   
martedì 01 maggio 2012
 
R.C.A. – CODICE DELLE ASSICURAZIONI - MODIFICHE ART. 139 -  
 
RISARCIMENTO DEL DANNO ALLA PERSONA DI LIEVE ENTITA’ 
 
L'OUA  AUSPICA L' INTERVENTO DELLE RAPPRESENTANZE DELLA MEDICINA LEGALE NEI CONFRONTI DI DISTORTE INTERPRETAZIONI DELLE NORME SUL RISARCIMENTO DEL DANNO ALLA PERSONA. 
 
L’O.U.A., recependo il parere della propria Commissione Responsabilità Civile, valutato il  provvedimento in materia di  Responsabilità Civile Automobilistica contenuto nel testo della Legge 24.03.2012 (art. 32 - commi III  ter e quater), esprime allarme e preoccupazione per l’eventuale compromissione dei diritti dei danneggiati da circolazione stradale. 
Si segnalano infatti da parte di alcune imprese assicuratrici interpretazioni inammissibili del contenuto dell'art. 32 della l. 27/2012 che, come noto, ai commi 3 ter e 3 quater  dispone in materia  di danno alla persona integrando l’art. 139 del Codice delle Assicurazioni. 
La normativa interviene infatti nell'ambito dell'accertamento del danno biologico occupandosi delle "lesioni di lieve entità" subordinandone il risarcimento (delle lesioni e non dei postumi o delle menomazioni) a un non meglio definito "accertamento clinico strumentale obiettivo". 
Le norme, tecnicamente errate e tra loro contraddittorie, da più parti vengono già  utilizzate come pretesto per non risarcire i danneggiati e da parte di talune imprese assicuratrici si segnalano  già inammissibili pressioni nei confronti dei medici legali affinché gli stessi si adeguino a interpretazioni degli articoli di legge in contrasto  con la criteriologia medico legale e la stessa deontologia medica. 
Tali errate interpretazioni, già formalizzate dal  mondo assicurativo, determinerebbero infatti il paradosso di un mutamento per legge della scienza medico legale, tra l'altro limitato solo agli accertamenti medico legali da svolgersi in materia di RC auto. 
Le "circolari" che le imprese assicuratrici stanno inviando ai propri fiduciari medico legali, costituirebbero  un inusitato precedente che limita la professionalità e la indipendenza del medico legale, tanto più inammissibile poiché pone il professionista in contrasto con il proprio ordinamento deontologico che agli articoli 4 e 62 prevede che il medico debba operare secondo criteri scientifici rifuggendo da pressioni di ordine extra tecnico e da ogni genere di influenza e condizionamento. 
L'OUA, nel denunciare la gravità della situazione, auspica il tempestivo intervento di ogni livello associativo della Medicina Legale  affinché venga ribadita la validità della consolidata criteriologia medico legale, a tutela dei diritti dei danneggiati e degli stessi medici legali. 
 
Roma, 23 aprile 2012.
 
[FONTE: C.O.A. di Roma] 
 
 
 
"Doing business, al via tavolo permanente".. Vogliono riformare il cpc senza i principali interpreti
Scritto da Administrator   
sabato 07 aprile 2012
 
"Innalzare la posizione dell’Italia che nell’annuale rapporto pubblicato dalla Banca Mondiale sugli ostacoli all’attività d’impresa in 183 paesi del mondo si é quest’anno classificata 87/ma, ancor più in basso rispetto all’83/ma posizione del 2011. E’ questo l’obiettivo che intende raggiungere il tavolo permanente "Doing business: profili regolatori" oggi costituitosi presso il ministero della Giustizia assieme ai dicasteri dell’Economia, dello Sviluppo Economico e della Funzione pubblica, con il contributo della Banca d’Italia. Del tavolo fanno anche parte esperti di associazioni imprenditoriali (Abi, Ania, Confindustria, Alleanza delle Cooperative, Assonime, Rete Imprese). 

Durante la prima riunione, alla presenza del guardasigilli Paola Severino e dei sottosegretari Andrea Zoppini e Salvatore Mazzamuto, sono stati definiti gli obiettivi del tavolo: predisporre una serie di interventi normativi da adottare entro il prossimo maggio per incrementare la performance dell’Italia già nel rapporto "Doing Business 2013" e avviare un processo di riforme più organico da realizzare nel medio periodo per migliorare stabilmente l’assetto regolatorio italiano, accrescendone flessibilità ed equilibrio. “Intendiamo così incidere sui fattori negativi che scoraggiano gli investimenti nel nostro Paese”, ha sottolineato il ministro Severino. Tra le diverse aree d’intervento assumono particolare rilievo le semplificazioni per la costituzione delle Srl, una migliore disciplina per l’utilizzo delle garanzie mobiliari, la revisione delle procedure esecutive nell’ambito del processo civile per accelerarne i tempi."
 
Ecco l'ennesimo colpo all'avvocatura: il Ministro "Avvocato" Severino ha dato vita ad un tavolo permanente per discutere, tra l'altro, della riforma del processo civile ai fini del miglioramento dell'impresa in Italia. In buona sostanza, operare sul processo civile per il fine del business (Doing business è infatti il nome dato all'iniziativa).
Già il fine indicato delinea miseramente i limiti dell'eventuale intervento. Si aggiunga, oltretutto, che gli interpreti designati alla detta opera di riforma non sono quelli che concretamente lavorano nel processo: ossia gli Avvocati e i Magistrati.
 
"...giuristi, legislatori, giudici concorrono in un unico atto all'avvento del giudizio" Così la vedeva S. Satta nel 1956.
 
Già pronte diverse iniziative degli Avvocati romani per sensibilizzare il dicastero ad accogliere anche i suggerimenti dell'Avvocatura.. 
 
Sotto il link dal Ministero della Giustizia: 
 

 

 
 
Il Consiglio di Stato e l'orario delle cancellerie
Scritto da Administrator   
martedì 20 marzo 2012

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) ha pronunciato l'ORDINANZA n. 916 del 6.3.2012 sul ricorso numero di registro generale 1082 del 2012, proposto dal Ministero della Giustizia contro Antonio Galletti & co. per la riforma dell' ordinanza cautelare del T.A.R. LAZIO - ROMA SEZIONE I n. 4912/2011, resa tra le parti, concernente la LIMITAZIONE DELL'ORARIO DI APERTURA AL PUBBLICO DELLE CANCELLERIE:

"Considerato che l’appello proposto avverso l’ordinanza di accoglimento della misura cautelare appare fondato, poiché - in disparte ogni migliore valutazione della sussistenza del fumus boni iuris in sede di esame nel merito del ricorso proposto - non appare attuale e concreto il danno lamentato dai ricorrenti in I grado, tenuto anche conto, a tali fini, degli strumenti telematici predisposti in alternativa al deposito cartaceo e le concrete modalità di accesso e di smaltimento dell’utenza definite in relazione al concreto orario di apertura delle cancellerie"

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, pertanto, accoglie l'appello e, per l'effetto, in riforma dell'ordinanza impugnata, respinge l'istanza cautelare proposta in primo grado.
 
 
 
 
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Proverbio/massima/motto

"Iniziare un litigio è come aprire una diga, prima che la lite si esasperi, troncala" (Proverbi 17,14) 

"Con due righe scritte da un uomo si può fare un processo al più innocente" (Armand Jean du Plessis, Cardinale e Duca di Richelieu)

"Anche se non temo Dio e non ho rispetto di nessuno, poiché questa vedova è così molesta, le farò giustizia, perché non venga continuamente a importunarmi" (Luca 18, 1-8)

"Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto. (Dalla prima lettera di San Giovanni Apostolo - 2, 1-2)

"Lo Studio si impegna ad offrire all'Assistito il miglior rapporto possibile con il Tribunale: non facendoglielo vedere"

"L’errore giudiziario non esiste, giacché è la giustizia stessa a costituire il colpevole come tale." 

"L'azione a tutela del diritto costituisce momento essenziale di un ordinamento perché solo per essa si può parlare di giuridicità dell'ordinamento. Se un diritto non è tutelabile, non è un diritto." (Corte di Cassazione, sez. Unite Civili 16 febbraio 2016, n. 2951)

 

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