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Finalmente tutta l'Avvocatura romana, storicamente contrapposta nei due schieramenti delle liste "Vaglio" e "Conte", protesterà unita il prossimo 26.1.2012 alle ore 11.00 davanti alla RAI in Viale Mazzini. Era ora: la classe forense deve procedere, compatta, alla protesta per scongiurare il tentativo volto ad impedire l'applicazione del diritto costituzionale dell'accesso alla giustizia. Le disfunzioni (ormai croniche) del comparto, infatti, vengono risolte non ottimizzando le attività e le risorse, non utilizzando la tecnologia, non imponendo ai Giudici di fare il loro lavoro (scrivere sentenze) e non "dirigere il traffico" delle udienze, ma negando di fatto, ai cittadini, la possibilità di tutelarsi di fronte al Giudice. Dopo il filtro della media-conciliazione, dopo gli aumenti ingiustificati dei costi vivi del processo, si tende oggi a svilire la figura dell'avvocato (unico titolare del c.d. jus postulandi, ossia della capacità di confronto con il Giudice) compromettendo il suo compenso, non più legato alla previsione della legge e al decoro (tutti elementi che se disattesi comportavano illeciti disciplinari) ma esclusivamente al mercato in cui "qualità" non fa rima con "sconto". "Si può ragionevolmente ritenere che chi pensa che il denaro possa tutto, sia egli stesso disposto a tutto per il denaro" (Benjamin Franklin). Step successivo, ne sono certo, sarà destituire di autorevolezza gli stessi Ordini Professionali. Riporto, di seguito, i messaggi dei Colleghi (e amici) Massimiliano Cesali e Mauro Vaglio: |